I digital twins sono modelli digitali dinamici che riproducono oggetti fisici, processi o sistemi complessi, aggiornandosi in modo continuo attraverso flussi di dati reali. Secondo la definizione proposta nella voceDigital twin, questi sistemi combinano modellazione, simulazione e dati in tempo reale per supportare decisioni operative e strategiche.
Il loro valore non risiede solo nella rappresentazione, ma nella capacità di anticipare scenari, individuare criticità e ottimizzare risorse prima che un problema si manifesti nel mondo reale.
Imprese manifatturiere e ottimizzazione dei processi
Nel contesto industriale, i digital twins stanno diventando strumenti centrali per la produzione avanzata. Consentono di simulare linee produttive, monitorare macchinari, prevedere guasti e ridurre tempi di fermo grazie alla manutenzione predittiva.
Per molte imprese, in particolare le PMI, questo approccio permette di migliorare l’efficienza senza aumentare il consumo di risorse, integrando dati provenienti da sensori, sistemi ERP e piattaforme di analytics. È una trasformazione che si inserisce in un quadro più ampio di innovazione industriale, accanto a tecnologie emergenti come il quantum computing applicato all’industria, che promettono di ampliare ulteriormente le capacità di simulazione e calcolo.
Applicazioni urbane e infrastrutture intelligenti
Anche le città stanno adottando i digital twins per gestire infrastrutture sempre più complesse. Dalle reti energetiche al traffico, dalla gestione delle acque al monitoraggio ambientale, questi modelli consentono alle amministrazioni di valutare l’impatto delle decisioni prima di implementarle.
Nel contesto urbano, il gemello digitale diventa uno strumento di pianificazione che supporta politiche di sostenibilità, resilienza e adattamento climatico, spesso in sinergia con lo sviluppo di reti ad alta connettività come quelle analizzate nel tema 5G e smart city, fondamentali per garantire flussi di dati continui e affidabili.
Sostenibilità e riduzione degli sprechi
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il contributo dei digital twins alla sostenibilità. Simulare processi produttivi o infrastrutturali permette di ridurre sprechi, consumi energetici e impatti ambientali.
Uno studio pubblicato su ResearchGate evidenzia come l’integrazione tra digital twin, analisi predittiva e gestione dei progetti possa contribuire alla riduzione dell’impronta di carbonio lungo le catene di fornitura, migliorando al tempo stesso la gestione dei rischi. In questa prospettiva, i gemelli digitali diventano strumenti complementari ad altre strategie industriali orientate alla transizione, come quelle legate all’idrogeno verde nell’industria pesante.
Governance dei dati e nuove disuguaglianze tecnologiche
Accanto alle opportunità, emergono interrogativi rilevanti sulla governance dei dati. I digital twins si basano su grandi quantità di informazioni, spesso sensibili, che devono essere raccolte, gestite e protette.
Il rischio è che solo le organizzazioni più strutturate possano permettersi questi strumenti, ampliando il divario tra imprese e territori. Inoltre, l’uso di modelli predittivi solleva questioni di responsabilità: chi decide quali scenari simulare, quali dati privilegiare e come interpretare i risultati? Questi interrogativi si intrecciano con riflessioni più ampie sull’etica e la convivenza tra uomo e macchina, soprattutto quando i sistemi automatizzati incidono su scelte strategiche.
Una tecnologia strategica, non neutrale
I digital twins non sono semplici strumenti tecnici, ma infrastrutture decisionali. Influenzano il modo in cui imprese e città pianificano, investono e gestiscono risorse.
Comprenderne il funzionamento e le implicazioni significa affrontare temi che vanno oltre l’innovazione: competitività, sostenibilità, accesso alle tecnologie e distribuzione del potere decisionale. In questa prospettiva, i gemelli digitali rappresentano una delle tecnologie chiave su cui si giocheranno le trasformazioni economiche e sociali dei prossimi anni.
Roberto Raimondi (Cagliari, Sardegna) è economista dell’innovazione e docente universitario, specializzato in economia della conoscenza e cooperazione internazionale. Attualmente professore di Economia della Conoscenza presso la Link Campus University di Roma, il prof. Raimondi ha dedicato la sua carriera alla promozione di politiche per lo sviluppo sostenibile e l'innovazione.
